FRAZIONE CAMBRELLE 1.363 MT - LOCANA (TO)

Siamo aperti tutta l'estate e in inverno tutti i fine settimana.

Per info e prenotazioni: Ennio 348.2660592

Rifugio Alpino di bassa quota (1.363) raggiungibile a piedi in 30 minuti dalla strada principale (frazione Porcili, 15 minuti in macchina da Locana-To), o in 10 minuti col fuoristrada. Cucina di montagna, sana e gustosa, piatto forte ovviamente la polenta con la selvaggina. Due camere con bagno condiviso ed una con bagno privato, totale 16 posti letto. Ambienti molto caldi e accoglienti. Paesaggio da favola in vecchia borgata Cambrelle abbandonata. Passeggiate verso il Lago di Boiret e quello di Prato Fiorito. Fauna e flora da vedere. Vi aspettiamo!
Contatti: Ennio 348.2660592 - Rifugio 0124.418147 - email: santa.pulenta@gmail.com.

Sito web: http://www.rifugiocambrelle.com/

 

         il vallone di Cambrelle nel massimo splendore di fine Maggio
il vallone di Cambrelle nel massimo splendore di fine Maggio

Ai margini del Parco del Gran Paradiso, si apre il vallone silenzioso di Cambrelle, luogo a molti sconosciuto, riparato dai venti e battuto dal sole.

Entrando in Locana (provenendo da Pont Canavese), sulla sinistra, un ponte scavalca il fiume Orco e prosegue con una strada asfaltata che porta agli impianti sciistici della Cialma. Appena oltrepassata la località Porcili, 1210 metri, in prossimità di un tornante (dove c’è la possibilità di parcheggiare l’auto), una capannina in legno, posta all’imbocco della pista agro-silvo-pastorale, riporta la cartografia della zona ed indica i tracciati principali.

La pista si inoltra nel vallone, con qualche saliscendi, costeggiando ombrosi boschi di castagni e faggi. Tutt’intorno è evidente il segno dell’antropizzazione verticale effettuata dall’uomo nell’arco dei secoli: la montagna è stata modellata per far spazio a pascoli e campi, le borgate che si incontrano raccontano di storie fatte di sudore e fatica che si perdono nella notte dei tempi. Queste borgate una volta pulsavano di vita, si coltivavano le patate, le segale, i pascoli erano sfalciati, puliti e concimati. La terra era trattenuta sulle ripide pendici della montagna con muri di terrazzamento, il melo, il pero, il castagno ed il ciliegio erano potati e trattati con riguardo; ora, dopo aver sfamato centinaia di bocche, stanno lentamente morendo soffocati nell’implacabile morsa di rovi ed erbacce. I muri, tutti in pietra a secco, stanno crollando sotto la spinta delle radici degli alberi cresciuti negli interstizi, scompaiono così campi e prati costruiti dall’uomo con tenacia, tanto sudore, tanti sacrifici ed una caparbietà dettati dall’esigenza che da sempre si chiama: sopravvivenza.

Al fondo dell’ombroso vallone scorre spumeggiante il rio Cambrelle; nato dal lago Boiret (2.254 metri), la pista raggiunge in 40 minuti di cammino l’abitato ormai abbandonato di Cambrelle (1.363 metri), dove oggi sorge proprio nel suo cuore il Rifugio Alpino “Santa Pulenta”. Proprio difronte, in una posizione dominante e molto panoramica, sorge il santuario consacrato a San Vito (recentemente ristrutturato), all’interno le icone appese alle pareti testimoniano le grazie del santo, la devozione e l’umile fede dell’uomo della montagna.

Cambrelle, all’inizio del 1900, contava circa 150 di abitanti; poi il lento ed inarrestabile esodo dalla montagna ha fatto sì che negli anni ’50 il paese fosse completamente abbandonato. La frazione tornava a rivivere ogni anno agli inizi di Agosto per la festa di San Vito, ed oggi grida alla rinascita grazie alla ristrutturazione di una delle sue case storiche, trasformata in rifugio alpino dalla famiglia di Ennio Cappelletti: Ennio, la moglie Giorgia, i figli Gregory, Miriam, Leonardo, Lisa Marie e Jonathan.

I canti ed i gesti antichi tornano a rallegrare questo piccolo angolo di montagna, ricco di fiorenti pascoli sui quali è ancora praticata la monticazione estiva. Dopo il lungo sonno invernale, la montagna si risveglia in primavera grazie ai campanacci delle mucche e delle capre in transumanza, il richiamo dei margari, l’abbaiare dei cani: è così da tanto tempo, fin da quando a Cambrelle fu costruita la prima casa. Oggi, grazie alla presenza del rifugio alpino, la borgata tornerà a rivivere estate ed inverno. Qui potrete trovare calore, accoglienza, silenzio, pace, riposo, un letto caldo, buona cucina di montagna e buon vino.
Tutto intorno, montagne tutte da riscoprire, sentieri verso laghi da praticare a piedi, con le ciaspole, con gli sci o in mountain bike. Pareti di roccia per arrampicare, torrenti e laghi ricchi d’acqua  e di trote.

Vi aspettiamo, per rivivere insieme il paesaggio incantato del Vallone di Cambrelle.

(liberamente tratto da ITINERAIRES, Panorami, Vallate Alpine, Un piede nella Valle Orco, resoconto di un itinerario nel Vallone di Cambrelle, di Pierguido Vottero).

Ennio e Zobar a Cambrelle trent'anni fa...
Ennio e Zobar a Cambrelle trent'anni fa...

il lago di Boiret
il lago di Boiret
il Lago di Prato Fiorito, a forma di cuore
il Lago di Prato Fiorito, a forma di cuore
Cambrelle com'era... primi del 900
Cambrelle com'era... primi del 900

PER INFO:

RIFUGIO: 0124.418147

ENNIO CAPPELLETTI 348.2660592

GIORGIA TESTA 333.1192406

GREGORY CAPPELLETTI 347.5925262