CAMBRELLE



La chiesetta di San Vito è stata ristrutturata dai fratelli Coello nella prima metà di settembre 2015. . Buon lavoro ragazzi!
La chiesetta di San Vito è stata ristrutturata dai fratelli Coello nella prima metà di settembre 2015. . Buon lavoro ragazzi!

La frazione di Cambrelle si trova sul versante orografico destro della valle di Locana. Arrivati a Locana capoluogo si attraversa il ponte sul torrente Orco e si prosegue in direzione degli impianti sciistici dell'Alpe Cialma, subito dopo aver passato la frazione Porcili (1200), in prossimità di un tornante (con possibilità di parcheggiare la macchina), si imbocca il sentiero che è anticipato da una capannina in legno riportante la cartografia dei principali sentieri della zona.

 

 La pista agro-silvo-forestale è caratterizzata da un sali e scendi che, tra la frescura dei boschi di castagni e faggi e gli evidenti segni di antropizzazione che si incontrano, conduce ad una quota di 1363 metri dove si trova Cambrelle. La pista continua oltre l'abitato fino al Lago di Prato Fiorito, ed è in previsione di svalicare nella confinante Val di Lanzo.

 

Da un articolo scritto in merito si legge:

 

"Su entrambi i versanti, caratterizzati dalla presenza di boschi (verso Locana) e di numerosi alpeggi contornati da vasti pascoli, sono già presenti piste agro-silvo-forestali che consentono di raggiungere le località Montigli, Gavie, Porcili, Carello nel versante di Locana, e il lago di Monastero, l'Alpe di Coassolo e l'Alpe di Costapiana nel versante di Monastero di Lanzo e Cantoira. Il nuovo tratto, anch'esso previsto in sterrato con numerosi accorgimenti per limitarne l'impatto ambientale, passerà dal Colle della Gavietta (2088 metri) che si trova nelle vicinanze dell'Alpe di Coassolo e del lago di Prato Fiorito.

La strada, oltre a costituire l'unico collegamento diretto tra le due Valli, consentirà di raggiungere e collegare tra loro zone diverse a valenza turistica, quali i laghi di Monastero e Prato Fiorito, l'Alpe di Coassolo e l'abitato di Cambrelle, ma soprattutto permetterà un'accessibilità veicolare verso boschi e alpeggi per un loro miglior utilizzo dal punto di vista agricolo-forestale" (fonte: 
http://www.provincia.torino.it/speciali/2008/strada_valle_orco/)

 

Da Cambrelle si può godere una delle viste più luminose e aperte sulle Alpi Graie. La sua fondazione non ci è nota, visto che gli archivi della chiesa sono andati persi sotto una frana nel 1600, ma sappiamo che dalla fine dell'ottocento contava un centinaio di abitanti che sfruttavano al meglio il difficile terreno. Oltre alla pastorizia il duro lavoro permetteva di coltivare patate e segale, piantare castagni, ciliegi, meli e peri, i prati erano falciati, puliti e concimati con le stesse foglie prima utilizzate come pagliericcio per le mucche. Con i primi freddi gli uomini scendevano a valle o oltrepassavano le Alpi improvvisandosi calderai, "magnin": fabbricanti, venditori, aggiustatori di oggetti in rame, dai paioli ai tegami, dai secchi alle padelle. Questa porzione di storia si è protratta sino al completo abbandono della frazione avvenuto negli anni '50 del secolo scorso.

 

L'abitato è interamente realizzato in pietra a secco con un risultato che fa trasparire l'abilità degli esecutori nel murare, l'orditura dei tetti è in legno mentre il manto di copertura è realizzato ancora in lastre di pietra locale dette "lose". Alcune abitazioni, presumibilmente di proprietà delle famiglie più facoltose, risultano tutt'ora in parte intonacate a calce con segni di decorazioni affrescate.

Probabilmente sorta con le prime abitazioni, la chiesetta in pietra dedicata a San Vito si posiziona su uno sperone di roccia a picco sul fragoroso rio Cambrelle e domina il centro abitato. La piccola chiesa è meta di un pellegrinaggio annuale che si svolge la prima settimana di Agosto quando la frazione si ripopola e ritrova i vecchi canti montanari.

Inoltre Cambrelle è un ottimo punto di partenza per itinerari di grande suggestione che, volendo, prevedono trekking di più giorni.